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Cosa vuol dire Credere in Dio?

Credere in Dio è stupire con la Sua misericordia.
Credere in Dio è imparare ad amarlo, è’ conoscerlo ed è innamorarsi di Dio.   
Credere in Dio è scoprire la verità, è venire alla fontana della vita ogni giorno per rinfrescarsi, fortificarsi e continuare la lotta giornaliera.   
Credere in Dio è mettersi in contatto con Lui tramite la preghiera, è “toccare” la sua presenza, è essere scosso per la sua potente Parola d’amore.   
Credere in Dio è permettere con gioia che i suoi comandamenti siano il tesoro speciale del proprio cuore e mente, trasformando tutta la nostra vita in santità.   
Credere in Dio è una predisposizione dello spirito costante per essere vivificato con su gloria.   
Credere in Dio è supplicare e comprovare che il suo Santo Spirito è versato su tutti quelli che siamo i suoi figlioli; guidandoci, parlandoci, distribuendo doni…..   
Credere in Dio è capire che solo Lui è Puro, Santo, Perfetto, Fedele, Amoroso ed è pure disporsi come un soldato certamente ai suoi ordini, fidandosi della sua potenza senza limiti, predicando al nostro prossimo la Parola della Salvezza.   
Credere in Dio è accettare la sfida di camminare nel suo nome su acque profonde e tempestose, con la certezza assoluta che la sua compagnia è accanto a me.   
Credere in Dio è essere suo figlio e amico camminando ogni giorno in pace, anche in mezzo alla tormenta.   
Credere in Dio è lodarlo con tutta la voce la domènica in chiesa e adorarlo interminabilmente in solitudine qualsiasi giorno della settimana.   
Credere in Dio è ricevere la sua consolazione e ancora essere svegliato nella notte per continuare la comunione con Lui.   
Credere in Dio è correre a Lui nelle difficoltà, nel lutto, nelle malattie, nel bisogno e continuare ad amarli ancora di più benché le difficoltà persistono.

    Forza! Apri la tua Bibbia adesso e cerca Dio. Umiliati davanti a Lui! Frequenta una Chiesa dove sia realtà questo tipo di fede e vita!  Frequenta una Chiesa dove si predichi la Bibbia e solo il suo contenuto senza impegni con organizzazioni umane!  Non perdere l’opportunità di essere benedetto dalla sua Parola e presenza. Accetta la sfida, prova l’Eterno e vedrai che non verrà meno. Non andare in fretta, prendi tempo con Lui e si manifesterà a te.

   Se ancora non lo hai fatto chiedigli perdono per i tuoi peccati e donagli la tua vita con fiducia e avrai cominciato (o magari ricominciato) la strada della fede nel Figlio di Dio….e come tutti gli uomini e donne di fede camminerai con Lui, ti vivificherà e avrai speranza certa e vita eterna.


   Credere in Dio è che tutto questo sia realtà nella vita nostra, per il suo grande amore; giacche alla fine il tutto dell’uomo è temere Dio e osservare i suoi comandamenti.

                                                          WALTER A. DOMINI 

Vogliamo la Pace …

Amico/a:  Un grido disperato si alza oggi in ogni angolo del mondo :
“fermate la guerra”.
La gente di tutte le nazioni è ormai stanca di tanti minacciosi conflitti.  Purtroppo ci sono attualmente più di 50  guerre  in corso, alcune da più di 20 anni, con milioni di morti e feriti innocenti, che causano fame, malattie, odio e distruzione di famiglie ovunque.  
Ma il problema è a chi devono essere rivolte le innumerevoli manifestazioni pacifiste, perchè è un fatto ben noto a tutti che l’uomo attraverso tutte le epoche si è mostrato incapace di concretizzare la pace vera e duratura.
Infatti, gli interessi personali d’uomini che governano i popoli in maniera egoistica, rendono impossibile il raggiungimento permanente della pace.   
E  QUESTO LO SAPPIAMO TUTTI.                                   


A chi rivolgersi dunque in questa difficile faccenda?  
Chi può dare una risposta pertinente affinché il mondo ritrovi la pace? 
La Bibbia (l’autorevole Parola di Dio) ci dice: “Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, e ti sarà resa la prosperità”. (Giobbe 22:21)    


Per che non fare la prova se questa è la verità oppure no?   
Siamo milioni le persone al mondo che possiamo testimoniare che Dio ha messo nei nostri cuori la pace eterna. La vera pace inizia  nel cuore d’ogni uomo che si riconcilia con Dio.  
Anche le nazioni possono venire incontro alla pace di Dio. Come? Riconciliandosi con Lui.  Altrettanto noi, singoli uomini e donne che abbiamo pure le nostre crisi e tempeste nella vita, possiamo ottenere profonda e costante pace nel cuore, pure in mezzo alle difficoltà.    
Se solo immaginassi la dolce pace e la gioia che dona Gesù……..liberando anche dai vizzi, incubi, depressioni ed altre situazioni difficili della tua vita. Soltanto ci vuole il coraggio di riconciliarsi con Dio chiedendo perdono per i propri peccati, e permettere che sia Lui stesso a rigenerare ogni giorno la tua vita, col dono di un cuore e una coscienza nuova pulita e santa.  Quelli che conosciamo Gesù e la sua dolce pace ti invitiamo a partecipare agl’incontri o ad una delle nostre cellule, dove potrai scoprire che solo con Gesù nel cuore è  veramente  possibile un mondo migliore per te. Se lo desideri possiamo pure pregare per qualunque tuo bisogno personale.


Non perdere questa preziosa occasione contattaci.

Nella Bibbia Cattolica abbiamo la risposta

Premessa:Questo non � un articolo polemico, ma solo uno sforzo sincero per vedere quel che dice la stessa Bibbia cattolica e gua dagnare a Cristo Cattolici e Protestanti.

Il libro che ho tra le mani � una Bibbia Cattolica Romana. Leggiamo il titolo � la SACRA BIBBIA �, traduzione del P. Eusebio Tintori o.f.m., stampato dalla Pia Societ� San Paolo, Alba (Cuneo).
A pagina 13 dell’introduzione, l’autore ci dice che la sua versione � stata fatta sulla Volgata, la quale dal Concilio di Trento venne dichiarata autentica. In seconda pagina, l’opera � munita � dell’Imprimatur � ecclesiastico e ci� significa che questa Bibbia � accettata dalla Chiesa Cattolica Romana. Il papa Benedetto XV, in una delle sue lettere apostoliche, scrisse : � La responsabilit� del nostro Ufficio Apostolico ci spinge a.promuovere lo studio della Sacra Scrittura, uniformandoci, in questo, agli insegnamenti dei nostri predecessori Leone XIII e Pio X… Non cesseremo mai di raccomandare ai fedeli di leggere tutti i giorni i Vangeli, gli Atti e le Lettere degli apostoli (Epistole), come per raccogliere cibo per le loro anime… Ignoranza della Bibbia significa ignoranza di Cristo �.
Nella prefazione di una Bibbia Cattolica Romana leggiamo queste incoraggianti parole :
� La Chiesa cattolica non ha mai esitato a credere nella divina autorit� e perfetta verit� della Bibbia, ritenendola la Parola ispirata da Dio. Cos� pure, la Chiesa non ha trascurato il fatto che questo mesaggio potrebbe restare muto e sigillato per tanti dei suoi figli, se non viene loro trasmesso nella loro lingua �.
Ricordo anche le parole di Pio X: � Pi� si legge il Vangelo, pi� la fede s’irrobustisce �. I Cattolici, dunque, vengono spinti dai Capi della Chiesa a studiare la Parola di Dio.
Ora facciamoci dieci domande che sono di massima importanza sia per i Cattolici che per i Protestanti e rivolgiamoci alla Bibbia Cattolica Romana che ho tra le mani per averne la risposta. Essa � l’autorevole Parola di Dio cio�, � infallibile, poich� � il Libro di Dio. Ecco le domande:

1. Disse Ges� che avrebbe edificato su Pietro la sua Chiesa?

Ges� disse (cito la Bibbia Cattolica Romana): � Tu sei Pietro, e su questa pietra edificher� la mia Chiesa� (Matteo 16:18), ma non disse che avrebbe edificato su Pietro la Sua Chiesa. Le chiavi ed il potere di legare che Egli da a Pietro in Matteo 16:19 rappresentano l’autorit� che concede a tutti i credenti (Cf. Matteo 18:18, 19).
La lingua greca per dire Pietro usa la parola � petros � che significa � piccolo sasso � ; mentre per indicare � La Roccia � si serve della parola � petra �. Quel che disse Ges�, dunque, fu : � Io edificher� la mia Chiesa sulla Roccia �, e la Roc-cia sulla quale avrebbe edificato era Se stesso. Ges� non disse che avrebbe edificato la Sua Chie-sa su Pietro �un piccolo sasso�; sarebbe stato un fondamento debole e difettoso.
Nella sua prima lettera, al capitolo 2:5-8, Pietro stesso chiama i credenti � pietre � e Ges� � Roc-cia �. Cos� pure, nella prima ai Corinzi e in quella agli Efesini, capitolo 2:19-21, Ges� viene chiamato Pietra Angolare, Fondamento e Roccia. Perci�, la Chiesa, non � costruita su Pietro o i suoi successori, ma su Ges� Cristo, cio�, sulla Roccia.
Come autorit� suprema, in conferma della mia affermazione, io cito il grande Apostolo Paolo. In 1 Cor. 3:11, di questa meravigliosa Bibbia Catto-lica, egli dice :
� Poich� nessuno pu� porre altro fondamento che quello gi� posto, cio� Cristo Ges� �. Paolo dunque dice che Ges� Cristo � il Fon-damento, la Roccia, ed � su questa Roccia che la Chiesa � fondata.

2. Dovremmo noi adorare le immagini dei Santi e di Nostro Signore, ed inginocchiarci davanti ad esse?

La Bibbia Cattolica Romana ci da una risposta ben precisa che si trova in Esodo 20:4, 5 e nel Deuteronomio 4:15-23: �Non ti farai nessuna scultura, n� rappresentazione di quel che � lass� nel cielo, o quaggi� in terra, o nelle acque sotto la terra. Non adorerai tali cose, ne presterai loro culto�. Leggi anche il capitolo 44:15-18 d’Isaia; vedrai che vengono proibite le immagini di ogni genere e condannato il loro culto. Anche San Pietro, che i Cattolici chiamano il Primo Papa, dichiara in modo chiarissimo negli Atti 10:25-26 che nessun uomo, sacerdote o papa che sia, e non parlando affatto degli idoli, deve essere adorato. Lasciate che ve lo legga da questa ispirata Bibbia Cattolica. � �, come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gett� ai piedi e lo ador�. Ma Pietro lo rialz�, dicendo: Levati, anch’io sono uomo �.

3. Che cosa costituisce Autorit�, la tradizione de” gli uomini o la Parola di Dio?

Quando Ges� era sulla terra, come ci dice la Bibbia Cattolica Romana, � I farisei dunque e gli scribi gli domandarono : Perch� i tuoi disce-poli non vanno secondo la tradizione degli anti-chi? � (Marco 7:5). Ora, cerchiamo la risposta in questa stessa Bibbia Cattolica Romana. Ecco le parole di Ges�: � Essi (i Giudei) mi rendono un culto vano, insegnando dottrine le quali non sono che precetti umani. Trascurando il comandamento di Dio, vi attaccate alla tradizione degli uomini… S� veramente, voi togliete ogni autorit� al comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione… annullando la parola di Dio per la tradizione che voi vi siete trasmessa � (Marco 7:7-9, 13).
Cos�, Ges� condanna la tradizione ed esalta la Parola di Dio. Dunque, questa Bibbia cattolica ci dice, ed insiste, che soltanto i comandamenti di Dio come si trovano scritti nella Sua Parola, co-stituiscono autorit�.
Nella seconda lettera ai Tessalonicesi, capitolo 2:15, questa Bibbia Cattolica Romana non si ri-ferisce affatto alla tradizione; essa usa la parola � insegnamenti �. Paolo si riferisce al Vangelo che egli aveva predicato e scritto nelle sue lettere. Altrettanto � scritto nel capitolo 3, versetto 6, e in 2 Timoteo 2:2. Quando Paolo scriveva queste parole non vi era una tradizione ecclesiastica e quindi egli non poteva riferirsi alla tradizione della Chiesa Cattolica Romana o dei Padri della Chiesa; queste cose vennero pi� tardi. Ma, una volta scritti gli insegnamenti di Paolo, la rivelazione era completa e fu pronunciata una maledizione per chiunque avesse aggiunto qualche cosa alla Parola scritta (Cf. Apocalisse 22:18). Di quanto scrissero i Padri della Chiesa niente fu ispirato, mentre tutto quello che Paolo disse o scrisse era proprio la Parola di Dio.

4. E’ ancora necessario il sacrificio della messa?

Torniamo a leggere in questa Bibbia Cattolica Romana, l’infallibile e autorevole Parola di Dio. Troviamo la risposta alla nostra domanda nella lettera agli Ebrei 10:11-12, 14, 18. Leggiamola:
� E mentre il sacerdote si presenta ogni giorno per compiere il suo ministero e offrire pi� volte le stesse vittime, che per� non possono togliere i peccati �. Dunque, secondo questa stessa Bibbia cattolica, � vano ed inutile ripetere ogni giorno l’offerta della messa, poich� Dio dice che essa � non pu� togliere i peccati �. Ma, continuiamo. � Egli invece ha offerto un solo sacrificio per i peccati, dopo il quale � salito ad assidersi per sempre alla destra di Dio, avendo con una sola offerta resi perfetti in eterno quelli che ha san-tificato. Or, dove i peccati sono stati perdonati non ci pu� essere pi� l’offerta per il peccato �.
E non � questa una cosa meravigliosa? Che cosa ha fatto Ges�? Egli ha offerto � un solo sacrifi-cio �. Quale fu quel � solo sacrificio per i pecca-ti? Fu Egli stesso. S�, Ges� offr� Se stesso sulla croce del Calvario per i peccati miei e tuoi, e quel sacrificio non deve essere pi� rinnovato. Dio dice che esso � � eterno �. Egli dice che quella � unica offerta � � sufficiente per la � remissione � del pec-cato. Poi aggiunge : �e non ci pu� essere pi� l’offerta per il peccato �.
Grazie a Dio, non abbiamo bisogno di altri sacrifici. � Tutto � compiuto �, grid� Ges� mentre pendeva dalla croce; la tua e la mia redenzione era avvenuta, l’opera compiuta, il riscatto fu fatto ed il debito pagato. S�, Ges� ha pagato tutto. Se-condo questa Bibbia Cattolica Romana non � ne-cessaria altra messa: Egli ha offerto il solo sacri-ficio che era necessario. Perch� aggiungere ad una opera compiuta? Dio dice che � non ci pu� essere pi� l’offerta per il peccato �. Nel pane e nel vino noi ricordiamo l’offerta suprema che Egli fece per noi; non si deve offrirLo di nuovo.

5. Possono essere nostri mediatori Maria, il sa-cerdote o i santi?

Tornando alla Bibbia Cattolica Romana, leggia-mo queste parole molto significative : � Non vi �, infatti, che un Dio solo e uno solo � il mediatore fra Dio e gli uomini, Ges� Cristo, uomo anche lui � (1 Timoteo 2:5). Allora, se vi � un solo me-diatore, e Dio dice che � cosi, non possono es-serci due o pi� mediatori.
La Bibbia Cattolica Romana dice che ve ne � uno solo e Questi � Ges� Cristo.
Possono, in qualche caso, i peccatori fare da mediatori? E se pensate che non sia sufficiente la mediazione di Ges� Cristo che � senza peccato, co-me potrebbero essere di aiuto uomini e donne che sono peccatori? Maria stessa chiama Dio � mio Salvatore� (Cf. Luca 1:47). Se non fosse stata anche essa sotto il peccato, non avrebbe avuto bisogno di un Salvatore. Il ricco di cui si parla in Luca 16 preg� Abrahamo, uno dei santi pi� grandi dell’antichit�, e neppure Abrahamo pot� recargli aiuto. Perch� andare a Maria o ad altri santi quando possiamo andare direttamente a Cristo? In Luca 11:27, 28, Ges� antepose la Parola di Dio a Sua madre. In Matteo 12:46-50, Egli ignora completamente la ri-chiesta di Sua madre e riprese chi voleva lodarla. In Atti 1:14, Maria viene menzionata per l’ultima volta. Perch� Paolo non dice ai suoi convertiti che ella poteva intercedere per essi? Per-ch� egli non la menziona in nessuna delle sue lettere? Perch� tutte le lettere del Nuovo Testa-mento non parlano affatto di Maria? E’ concepi-bile che avrebbero agito cos� se ella avesse avuto qualche influenza sul suo Figlio risorto e glorifi-cato? In tutta la Scrittura non vi � un solo verso che insegni che pu� pregare per noi chi ha la-sciato questa vita. Solo durante la nostra vita pos-siamo intercedere gli uni per gli altri.
Nella prima lettera di Giovanni 2:1-2 leggia-mo : � Ma se qualcuno avesse peccato, noi abbiamo presso il Padre un avvocato. Ges� Cristo, il Giusto. E’ lui la vittima espiatrice per i nostri peccati�. Chi � il nostro Avvocato? Maria? No! Ges� Cristo. Perch� nessuna menzione di Maria, se ella pu� intercedere? E questo, amici miei, dovrebbe essere sufficiente.

6. Pu� il sacerdote rimettere i peccati?

In questa Bibbia Cattolica Romana vi � una do-manda che fu fatta dagli scribi; eccola: � Perch� costui parla cos�? Egli bestemmia! Chi pu� ri-mettere i peccati, se non Dio solo?� (Marco 2:5-11). Ges� accett� questa domanda come giusta; essi avevano ragione: nessuno, all’inhiori di Dio, pu� perdonare i peccati, e sarebbe blasfemo l’uo-mo che vantasse questa pretensione. Ges�, dun-que, rispose: �II Figlio dell’uomo ha potere in terra di rimettere i peccati �. Da questo � evidente che Egli non solo era un semplice uomo, ma era anche Dio. Nessun uomo pu� perdonare, ma Egli perdonava e perci� era Dio. Nessun sacerdote o ministro pu� perdonare i peccati perch� essi sono uomini. Noi possiamo andare direttamente a Dio, attraverso il nostro Mediatore Ges� Cristo, per ottenere la remissione dei peccati.
� Ma � dirai tu � che cosa dobbiamo pensare del versetto -20:23 di Giovanni?�. Le parole di questo versetto, caro amico, sono dirette ai � Discepoli � e non solo agli � Apostoli �, come pu� vedersi chiaramente dal testo. La parola � Apostolo � non viene usata.
Secondo la stessa Bibbia cattolica (Apocalisse 1:6), ogni credente (o discepolo) � un sacerdote ed ha, come tale, la facolt� (l’autorit�) di dire. � Ti sono rimessi i tuoi peccati nel nome di Ges� Cristo, se tu Lo ricevi come tuo personale Salva-tore �. Come pure, il credente (o discepolo) ha la facolt� (autorit�) di dire: � I tuoi peccati ti sono ritenuti (non perdonati), se tu non ricevi Ges� Cri-sto come tuo Salvatore�.
Fu lo stesso primo capo o apostolo della Chiesa Romana che lo dichiar� apertamente a Cornelio, come si legge in questa Bibbia cattolica, al versetto 10:43 degli Atti � Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome �.

7. Andremo in purgatorio dopo la nostra morte?

Potremmo leggere questa Bibbia Cattolica Ro-mana dalla prima all’ultima parola e non trove-remo il minimo accenno al purgatorio; esso non � me- conato in alcuna parte del Libro. Nella Bib-bia non esiste il purgatorio; esso e stato inven-tato dagli uomini, poich� Dio non ne parla. Investiga e vedrai che � cos�
D’altra parte questa Bibbia Cattolica Romana ci dice che, se siamo figli di Dio, subito dopo la nostra morte andremo a dimorare con Cristo. Lascia che t� lo legga : � Desidero morire per essere con Cristo, cosa di gran lunga migliore � (Filippesi 1:23). Vedi, dunque, che dopo la nostra morte non andiamo in purgatorio, poich� Ges� non sta l�; andremo direttamente alla Sua presenza per essere con Lui, dove Egli �. � Preferiamo uscire da questo corpo, per andare a vivere presso il Signore� (2 Corinti 5:8). Nell’istante medesimo in cui lasceremo il corpo, saremo alla presenza di Dio. Questo � il semplice e inequivocabile insegnamento di questa Bibbia Cattolica Romana, Parola infallibile di Dio.
Ci� significa che il cristiano non dovr� mai soffrire per i propri peccati. 11 suo giudizio � gi� stato fatto. Lascia che ti legga, da questa preziosa Bibbia Cattolica Romana, quel che � detto in Giovanni 5:24 e possa Dio aiutarti a credere quanto essa afferma. Ascolta ! � In verit�, in verit� vi dico : chi ascol-ta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non viene alla condanna, ma � passato da multe a vita�. Allora, non c�� posto per il purgatorio.
Non and� direttamente con Cristo il ladrone che era con Lui sulla croce? La promessa di Ges� fu: � Oggi, sarai con me in Paradiso�. Nota, non in purgatorio, ma in paradiso. E se il ladrone morente che si ravvide e si volse a Cristo, non dovette soffrire per i suoi peccati, perch� mai dovrai soffrire tu? No, amico, non andrai in pur-gatorio, perch� il purgatorio non esiste. Se sei salvato, andrai direttamente in ciclo per essere con Cristo.
Ges� sub� tutta la sofferenza necessaria; Egli ci riscatt� da ogni peccato; nessuna delle tue sofferenze potrebbe esserti minimamente di aiuto. E’ il Suo sangue che ci monda dai peccati, non le nostre sofferenze (Cf. 1 Giovanni 1:7). Niente di tutto quello che potresti fare o pagare farebbe uscire dal purgatorio i tuoi cari, poich� il purgatorio non esiste, essi non .sono l�. In prima Corinzi 3:8-15, Paolo parla delle nostre opere, non della nostra salvezza; egli parla della ricompensa che ricever� il servo fedele. Questa ricompensa si ricever� al Tribunale di Cristo Questo passo non pu� suggerire l’idea del purga-torio; in nessuna parte della Bibbia si dice che Dio abbia creato il purgatorio.

8. Abbiamo bisogno di nascere di nuovo?

Anche questa domanda ha la sua risposta in questa Bibbia Cattolica Romana e potrai trovarla in Giovanni 3:3, 7: �Ges� gli rispose: In verit�, in verit� ti dico che uno, se non nascer� di nuovo, non pu� vedere il regno di Dio. Non ti meravigliare, se ti ho detto : bisogna che voi siate generati di nuovo �. Cos�, dunque, se non sarai nato di nuovo, non potrai entrare in cielo; questo dice la Bibbia. Ora, ti prego, non, confondere la nuova nascita con il battesimo in acqua, poich� il battesimo non ha nulla a che vedere con la nuova nascita. La nuova nascita � l’infusione della Vita Divina, della vita di Dio, nel cuore dell’uomo, per mezzo dello Spirito e della Parola. La parola � Acqua �, in Giovanni 3:5, significa la � Parola �. Vedi Efesini 5:26, Giacomo 1:18, e 1 Pietro 1:23. Il ladrone non fu battezzato. Cornelio fu salvato prima del battesimo; il battesimo non salva nessuno e non salver� neppure t�. � Tu devi nascere di nuovo�. Amico, sei tu nato di nuovo?

9. Si ha la salvezza per mezzo di Cristo o della Chiesa?

Molti pensano che � la Chiesa che salva, e che non vi sia salvezza fuori della Chiesa Cattolica Romana. Essi fanno confusione tra Cristo e Chie-sa. Che cosa dice la Scrittura? Come risponde la nostra ispirata Bibbia Cattolica Romana a que-sta domanda importantissima?
� Ma a quanti lo accolsero, a quelli che credono nel suo nome, diede il potere di diventare -figli di Dio� (Giovanni 1:12). Che dice dunque? Come diventiamo figli di Dio? Accettando Lui, Ges� Cristo, come nostro Salvatore. Non si dice una sola parola della Chiesa, non � cosi?
� Affinch� chiunque crede in lui, abbia la vita eterna� (Giovanni 3 �15). In che modo? Appar-tenendo alla Chiesa? No! Ma, credendo nel nostro Signore Ges� Cristo.
� Infatti, Dio ha tanto amato il mondo, che ha sacrificato il suo Figlio Unigenito, affinch� ognuno che crede in lui, non perisca, ma abbia la vita eterna � (Giovanni 3 ;16). Anche qui, nessuna parola della Chiesa. Ancora una volta � Cristo ; tutti quelli che hanno fiducia in Lui avranno la vita eterna. � Chi crede nel Figlio, ha la vita eterna, ma chi rifiuta di credere nel Figlio, non vedr� la vita, che anzi sopra di lui rimane sospesa l�ira di Dio� (Giovanni 3:36). Dipende tutto dalla tua unione con Cristo e non con la Chiesa; e Cristo che salva; la Chiesa non viene menzionata.
� Io sono la via… nessuno pu� venire al Padre mio se non per me� (Giovanni 14:6). Ges� disse queste parole. Nota che Egli non disse : � La Chiesa � la via, nessuno viene al Padre se non per mezzo della Chiesa�. No, amico! Egli disse: �Io sono la via �. Ges� Cristo � l�unica via che conduce a Dio. � Colui che ha il Figlio, ha la vita ; chi non ha il Figlio di Dio non ha la vita� (1 Giovanni 5:12). Ancora la medesima risposta, dunque, e questa volta dalle labbra ispirate dell’apostolo Giovanni ; non la Chiesa, ma Cristo : � Colui che ha il Figlio �.
� E non vi � in nessun altro salvezza. Non esiste. infatti, sotto il cielo altro nome dato agli uomini per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvi� (Atti 4:12). Queste parole sono pronuncia-le da Pietro e rappresentano la voce autorevole dello stesso apostolo. Che cosa dice? Dice che la salvezza � in Cristo e in nessun altro. � Non esiste altro nome �, egli dice ; ne Protestantesimo, ne Cattolicesimo Romano; non ministro, sacerdote, papa e neppure la Vergine Maria o altri santi. � Non esiste, sotto il cielo altro nome �, afferma Pietro. La salvezza ci viene solo da Cristo. E, allora, perch� non rivolgerci direttamente a Lui per essere salvati? Questa Bibbia Cattolica Romana ci dice che � Cristo che salva e non la Chiesa.

10. Siamo salvati dalla fede o dalle nostre opere?

Alcuni ritengono che � la fede, unita alle no-stre opere ed ai sacramenti, che ci salva. La Bib-bia Cattolica Romana dice che � soltanto la fede. Chi ha ragione? Se siamo salvati dalle nostre opere, non lo siamo dalla fede; se dalla fede, non dalle opere. Due sono i casi: o sei salvato mediante le tue buone opere, o sei salvato da Dio per la fede. Stai affliggendo il tuo corpo o recitando rosari, in uno sforzo vano, per salvare la tua anima per mezzo delle tue opere? Cerchi di procurarti dei meriti per il ciclo con le tue la-grime, le tue preghiere i lunghi digiuni, i precetti della Chiesa, i pellegrinaggi, la vita monastica e i sacramenti? Sud soffrendo tutto questo, quando la Bibbia Cattolica Romana ci dice che la salvez-za � non si ha per mezzo delle opere �? Che stol-tezza! Ma, ora, leggiamo ancora una volta que-sto Libro meraviglioso.
� Infatti noi pensiamo che l’uomo � giustificato dalla fede, (ritenuto giusto, salvato) senza le ope-re della Legge� (Romani 3:28).
� E a colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio; la sua fede gli � tenuta in conto di giustizia� (Romani 4:5).
� Dio ascrive la giustizia senza le opere � (Ro-mani 4:6).
� L’uomo non � giustificato mediante le opere della Legge, m ci soltanto dalla fede in Ges� Cri-sto, noi pure abbiamo creduto in Ges� Cristo, per esser giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della Legge, perch� dalle opere della Legge, non sar� mai giustificato nessuno� (Calati 2:16).
� E’ per sua grazia, infatti, che voi siete stati salvati mediante la fede; or, tutto questo non viene da voi, ma � un dono di Dio ; n� tanto meno � frutto delle opere nostre, affinch� nessuno se ne possa gloriare� (Efesini 2:8-9).
� Egli allora ci ha salvati, non per merito delle opere di giustizia, che noi potevamo avere fatte, ma per la sua misericordia� (Tito 3:5).
Questo, amico, � quel che dice la Bibbia Cat-tolica Romana. Che cosa decidi? Tutti questi passi che abbiamo letto ti dicono in modo chiaro e inconfondibile che tu sei salvato dalla fede e non dalle opere.
E allora, a che servono le opere? Giacomo ri-sponde a questa domanda. � Mostrami, se puoi, la tua fede senza le opere, io invece ti mostrer�, con le opere, la mia fede� (Giacomo 2:18). Le opere seguono la fede; la fede produce le opere. S; vedr� dalla tua vita se tu sei salvato. Tu operi per il Signore perch� SEI salvato, non per es-sere salvato. � La fede senza le opere � morta ‘>. Se in t� non si vede nessun cambiamento, se con-tinui a commettere sempre gli sfessi peccati, se non ti liberi dalle cattive abitudini, � evidente che tu non sei ancora salvato. � Se uno � in Cristo, egli � una creatura nuova: l’uomo vecchio � spa rito, ecco, � sorto il nuovo � (2 Corinzi 5:17).
Ebbene, crederai adesso alla Parola di Dio, co-me viene riferita in questa Bibbia Cattolica o agli insegnamenti degli uomini? Sia a t� decidere. Ri-cordati che al mondo vi sono solo due religioii. quella dell’uomo e quella di Dio. Quella dell’uomo si ha quando si ha fiducia nelle opere dell�uomo i suoi sforzi spirituali, i suoi digiuni, le sue preghiere, la sua sottomissione alla Chiesa. Questa religione rende l’uomo salvatore di se stesso; quella di Dio, invece, si ha per mezzo della fede nell�opera compiuta di Ges� Cristo. Ges� ha saldato il conto con la divina giustizia. � Ma il giusto vivr� per fede� (Romani 1:17). Con questa religione l’uomo rende Cristo suo Salvatore. Oh, allora, caro amico, cessa di confidare in t� stesso, nei tuoi sforzi o nei sacramenti e nelle tue opere, ed apri il tuo cuore a Ges� Cristo. AccettaLo come tuo personale Salvatore, confida nel Suo Sangue sparso ed in Lui per la salvezza della tua anima. � Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi �, dice Ges�, � Ed io vi dar� completo riposo� (Matteo 11:28). Egli non ha mai scacciato nessuno. � Chi viene a me, io non lo caccer� fuori �, dichiara Ges� (Giovanni 6:37). Dunque vieni a Ges�! Vuoi farlo? Vieni SUBITO!

Perché non riceviamo risposta alle nostre preghiere?

In questa sezione vogliamo occuparci di un tema molto importante, legato alle richieste che portiamo a Dio in preghiera; vogliamo fare un’analisi sincera di quello che chiediamo a Dio, e di come lo chiediamo per comprendere meglio il perché di molte preghiere senza risposta.


Iniziamo leggendo un passo in Giacomo 1:5-7
«Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data. Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita rassomiglia a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie. »


Da questo passo risulta chiaro che il Dio in cui crediamo non è un Dio avaro, ma da a tutti generosamente, senza rinfacciare.
Tuttavia vogliamo applicare alle nostre richieste due domande fondamentali:
• Perché sto chiedendo quello che sto chiedendo?
• Lo sto chiedendo con fede?
Rispondere a queste due domande richiede onestà e sincerità davanti a Dio, ma è fondamentale per capire come Dio risponde alle nostre preghiere; diamo uno sguardo più approfondito alle due domande in maniera più profonda.


1.Perché sto chiedendo quello che sto chiedendo?
Quali sono le motivazioni che mi spingono ad avanzare certe richieste a Dio? Per comprendere meglio questa parte leggiamo Giacomo 4:3

«domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. »


Una delle cause per cui spesso non riceviamo quello che chiediamo è che chiediamo qualcosa a Dio per spendere nei nostri piaceri, cioè portiamo a Dio delle richieste egoistiche la cui unica motivazione è spendere quello che Dio ci concede per noi stessi e per la nostra vita.
Questo si può applicare a qualsiasi richiesta portiamo a Dio, se per esempio chiedessi al Signore di ricevere 100.000 euro, il Signore potrebbe senza alcun problema rispondere alla mia richiesta, ma la domanda è: perché voglio quei soldi? Voglio comprarmi una ferrari? Oppure voglio costruire un orfanotrofio per portare aiuto a dei poveri bambini orfani?
Quando presento le mie richieste a Dio, dovrei onestamente chiedermi: voglio usare questa cosa per estendere il regno di Dio, oppure per il mio tornaconto personale?
Se sono un cristiano maturo, Dio si aspetta che le mie richieste siano conformi alla mia maturità spirituale e dunque non siano richieste frivole ed egoistiche, ma richieste che possano essere spese per la gloria di Dio.
Spesso chiediamo al Signore che Egli ci dia la salute e che ci rialzi da un periodo di stanchezza, ma perché vogliamo essere in buona salute, per lavorare e fare gli straordinari in ufficio, oppure per spendere il tempo che lui ci da lavorando per il Suo regno?
Le motivazioni con le quali chiediamo a Dio sono un termometro della nostra maturità spirituale e ci permettono di sfoltire la nostra lista personale di cose che giornalmente portiamo a Dio. Tutto quello che non passa questo esame, sarebbe meglio non chiederlo a Dio perché molto probabilmente non lo riceveremo.


2.Sto chiedendo con fede?
Dopo aver risposto alla domanda precedente dobbiamo chiederci: Sto chiedendo con fede? Oppure non credo che Dio mi possa concedere quello che chiedo.
Se le motivazioni sono importanti, la fede con la quale ci rivolgiamo a Dio è fondamentale.
Ma cosa vuol dire chiedere con fede?
Per rispondere a questa domanda c’è una storia vera che da una risposta molto chiara.
Si racconta che in un dato momento in una zona dell’itala si presentò un momento di siccità molto forte, e in quel tempo una chiesa incominciò ad intercedere chiedendo a Dio di mandare la pioggia e terminare quel periodo di siccità.
Le preghiere si susseguivano domenica dopo domenica, ma senza alcuna risposta dal cielo. Una domenica infine arrivò in chiesa una piccola bambina, figlia di credenti della chiesa, che portava con se un ombrello; tutti gli altri con curiosità chiesero alla bambina a cosa le servisse l’ombrello, e la bambina con candore rispose “stiamo pregando Gesù per far piovere, perciò ho portato l’ombrello, non voglio mica bagnarmi!”.
La risposta della bambina fece arrossire di vergogna tutta la chiesa …
Spesso chiediamo al Signore qualcosa, ma non ci “portiamo l’ombrello”, cioè non crediamo che realmente Dio possa fare quello che chiediamo.
Preghiamo affinché anime si convertano, affinché Dio mandi un risveglio, ma spesso non ci crediamo, e preghiamo per abitudine.
Se Dio troverà uomini e donne capaci di mettere in Lui la fede completa, se troverà gente capace di “portarsi l’ombrello”, il Signore farà attraverso di loro cose straordinarie, ben al di là di quello che sin qui abbiamo visto.


Conclusione:
Come mai spesso le nostre richieste rimangono senza risposta da parte di Dio? Dopo questa breve riflessione forse potrai renderti meglio conto di come si muove il braccio di Dio.
Tuttavia resta ancora da considerare che in alcuni casi, benché le nostre richieste siano spinte da motivazioni buone, e nonostante ci mettiamo fede Dio spesso non ci concede quello che chiediamo.
Questo rientra nell’ambito supremo della sua volontà, per alcune delle cose che chiedi potrebbe non essere ancora giunto il tempo di Dio, per altre dovrai insistere in preghiera, e per altre ancora Dio ti dirà “la mia grazia ti basta” e dovrai prendere atto che Dio ha una sua volontà e un suo modo di agire che non sempre per l’uomo è comprensibile.

Esiste il purgatorio?

In molte circostanze si sentono insegnamenti da parte di persone autorevoli circa il purgatorio; la dottrina legata al purgatorio è stata fonte di grandi polemiche e confusione, e il nostro quì vuole essere un tentativo di fare chiarezza presentando il punto di vista biblico su un argomento tanto controverso.

L’idea che sta alla base del purgatorio è che oltre al paradiso e all’inferno esista un posto nel quale le anime dei defunti siano ulteriormente purificate prima di andare in cielo.
Il tempo di permanenza delle anime nel purgatorio è legata alla gravità delle colpe commesse durante la vita terrena, colpe tuttavia non sono tanto gravi da fargli meritare la condanna dell’inferno.
Questa dottrina fu introdotta nel concilio di Firenze e riconfermata in quello di Trento avvenuti fra il XV e il XVI secolo.

Ma quali verità presenta la bibbia intorno a tali dottrine?

Leggendo e rileggendo la Bibbia e in particolar modo gli insegnamenti del Signore Gesù e degli apostoli non vi sono riferimenti all’esistenza di un tale luogo, infatti viene ripetutamente insegnato che:

“Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 6:23)
“…con un solo atto di giustizia (quello di Gesù) la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita.” (Romani 5:18)

Anzi il dono di Dio viene esaltato come l’unica e sufficiente condizione per entrare nel cielo
“Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio.” (Efesini 2:8)

In tutta la scrittura vengono riconosciute solo due condizioni all’uomo, l’empio (o peccatore) e il giusto (o santo). La bibbia afferma poi che

“tutti gli uomini hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Rom 3:23)

Dunque nessun uomo può dichiararsi giusto agli occhi di Dio, ma il sacrificio di Gesù sulla croce è servito per purificarci da questa condizione di peccato e questa purificazione che costò un prezzo altissimo non necessita di ulteriori purificazioni

“…sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.” (Romani 3:24)
“Infatti siete stati comprati a caro prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.” (1 Corinzi 6:20)

A riprova che dopo la purificazione apportata da Gesù nella nostra vita non è necessaria nessuna ulteriore purificazione la Bibbia assicura

“Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito.” (Romani 8:1)

Perciò possiamo concludere che la Bibbia non parla di purgatorio, né il Signore Gesù né i suoi discepoli ne hanno mai parlato per cui l’insegnamento di un purgatorio non ha alcun fondamento biblico.

Ancora una volta lasciamo a chi legge la libertà di trarre le proprie personali conclusioni e rimaniamo pronti per fornire chiarimenti a chi volesse approfondire l’argomento.

Ma quanti sono i dieci comandamenti?

La domanda sembra banale del tipo “di che colore era il cavallo bianco di napoleone?” tuttavia un’analisi seria ci mostra che esistono delle differenze fra quello che la Bibbia dice e quello che spesso viene insegnato.

Prima di leggere il testo dei dieci comandamenti riportati nella Sacra Bibbia, occorre precisare alcune cose molto importanti.
Dalla Bibbia, sappiamo che l’osservanza dei comandamenti di Dio è un dovere di tutti i credenti, e che tramite la loro osservanza ci si fa un tesoro nel cielo. Questo tesoro, però, non è la vita eterna, perché essa è il DONO di Dio. Quindi mediante la fede, dopo essersi ravveduti, si ottiene la remissione dei peccati e la vita eterna, e mediante l’osservanza dei precetti di Dio ci si fa un tesoro nel cielo.
Per fare un esempio pratico, credendo in Cristo si viene salvati dal peccato e dall’inferno, mentre dando elemosine ai poveri, aiutando le vedove e gli orfani, visitando gli ammalati, non rendendo male per male, ecc. ci si fa un premio in cielo che in quel giorno Dio farà conoscere a ciascuno di noi. Più abbiamo lavorato al bene del nostro prossimo e più grande sarà il premio.
Ripetiamo però che la salvezza dell’anima è PER GRAZIA, e non possiamo in alcun modo ottenerla per meriti personali o attraverso il battesimo, la preghiera, le elemosine, ecc. La Bibbia dichiara:
“Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2:8).
“L’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù” (Galati 2:16).

Detto questo diamo uno sguardo alla lista dei 10 comandamenti che (quasi) tutti abbiamo imparato a memoria sin da bambini.

Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste *.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.

Ora vediamo i dieci comandamenti SECONDO LA SACRA BIBBIA, la Parola di Dio.
Esodo 20:2-17:
1) “Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avere altri dèi oltre a me.
2) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
3) Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano; perché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
4) Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo.
5) Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il Signore, il tuo Dio, ti dà.
6) Non uccidere.
7) Non commettere adulterio.
8) Non rubare.
9) Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
10) Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo”

Lasciamo a ciascuno di voi tirare le somme di questo confronto, tuttavia appare chiaro che non tutte le parole che Dio aveva lasciato come comandamenti sono state tenute in considerazione.

Adesso caro lettore lascio a te la risposta? quanti sono i dieci comandamenti?

Perchè Credere alla Bibbia?

Un’obiezione comune rivolta ai cristiani è spesso legata all’effettiva validità della Bibbia cui viene attribuita la natura di infallibile e perfetta parola di Dio. Effettivamente considerando l’importanza che la Bibbia ha come base del cristianesimo questa obiezione non deve essere sottovalutata.
In questo breve articolo vogliamo mostrare al lettore perché credere alla Bibbia.

La Bibbia è un libro davvero unico nel suo genere e vogliamo anzitutto guardare con attenzione queste caratteristiche che la rendono tanto diversa dagli altri libri.
Questo libro pur essendo presentato come un unico libro è in realtà composto da ben 66 libri scritti da più di 40 autori differenti in un arco di tempo di più di 1500 anni.
Inoltre gli autori biblici non solo vissero in epoche e circostanze completamente diverse, ma erano di estrazione sociale e culturale completamente diverse.
Infatti alcuni autori erano istruiti e dotti del tempo, altri erano re, altri profeti ma vi erano anche agricoltori, pescatori, medici, rabbini, filosofi e molti altri.
Pur essendo stato scritto in tempi tanto diversi e da persone di così varia estrazione sociale, dall’inizio alla fine la Bibbia presenta una coerenza e un’armonia che sono eccezionali.
Questo rappresenta qualcosa di unico nel suo genere, infatti è praticamente impossibile trovare due libri di storia, di fisica o di un altro argomento scritti anche solo a distanza di 200 anni fra di loro che siano coerenti. Questa è impossibile perché il pensiero umano è in continua evoluzione per cui un fisico del 1800 avrà certamente idee diverse da un fisico moderno viste le grandi scoperte realizzate in 200 anni.
Posso fare un esempio: l’insegnamento biblico riguardo al matrimonio e il divorzio. In Genesi 2:24 leggiamo (redazione circa 1500 a.C.): “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne.” Questo passaggio insegna che il patto matrimoniale fra l’uomo e la donna dura per tutta la vita. 1500 anni dopo, Gesù riconferma la validità di questi insegnamenti. Anche le lettere del Nuovo Testamento contengono esortazioni sullo stesso tenore.
Nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo. (2 Pietro 1:21
Dunque la Bibbia è basata sul pensiero di Dio, e questo pensiero è immutabile e anche a distanza di 1500 anni (o più) il pensiero di Dio è lo stesso.


Anche se la Bibbia mostra questa straordinaria armonia e unicità, come possiamo essere sicuri che durante i secoli non vi siano state alterazioni del testo? In altre parole come faccio ad essere sicuro che ciò che leggo oggi sia davvero la Bibbia ispirata da Dio?


L’affidabilità storica del nuovo testamento


Il problema dell’affidabilità di un opera antica non riguarda solo la bibbia, ma tutte le opere antiche soffrono dello stesso problema. Per gran parte delle opere antiche non abbiamo più i manoscritti originali, ma delle copie eseguite anche parecchi secoli dopo e spesso traduzioni del testo originale in altre lingue.
Ad esempio le opere di Aristotele furono scritte tra il 384 e il 322 a.C. tuttavia la copia più antica di cui si dispone è del 1100 d.C. quindi fra lo scritto originale e la copia esistono ben 1400 anni. Inoltre di questa opera esistono solo 49 copie fra le quali potere fare un confronto per verificare eventuali errori.
La stessa cosa avviene per quasi tutte le opere antiche il “De bello Gallico” di Cesare, le opere di Catullo, gli scritti di Platone e così via.
Il nuovo testamento è stato invece scritto fra il 40 e il 100 d.C. e la prima copia disponibile è del 125 d.C. dunque fra gli originali e la prima copia passarono solo 25 anni. Inoltre esistono più di 24.000 copie del nuovo testamento, scritte in varie lingue e questo ci garantisce contro eventuali errori presenti nelle diverse copie.
Quindi basandoci sul numero di documenti disponibili e sull’intervallo fra l’originale e la copia più antica, risulta chiaro che il Nuovo Testamento è storicamente molto più attendibile degli scritti di qualsiasi altro autore sopra menzionato e della gran parte degli autori antichi.
Ma oltre all’evidenza che proviene dai manoscritti, brani del nuovo testamento appaiono continuamente citati in testi e lettere dei padri della Chiesa. Questa fonte esterna garantisce ulteriore sostegno all’affidabilità storica del Nuovo Testamento.
In tutto il Nuovo Testamento, fra i 24.000 manoscritti ci sono solo circa 40 righe di testo (400 parole) che presentano delle variazioni, peraltro minime. Queste variazioni o gli errori del NT consistono essenzialmente in duplicazioni o errori d’ortografia e non incidono minimamente su alcuna dottrina fondamentale. Nessun altro libro al mondo presenta tali garanzie di qualità.


Affidabilità storica dell’antico testamento


I manoscritti dell’antico testamento non sono così numerosi come quelli del nuovo testamento. La stesura dell’antico testamento è terminata nel 400 a.C. e fino alla scoperta dei rotoli del mar morto le copie più antiche di questi libri risalivano al 900 d.C. quindi in linea con le grandi opere della letteratura antica citate prima.
Tuttavia intorno al 1950 vennero scoperti in una località vicina al mar morto una impressionante quantità di manoscritti di cui più di 500 frammenti o parti del vecchio testamento ebraico. Fra questi si trova una copia completa del libro del profeta Isaia risalente al 125 a.C. il libro è pressoché identico all’originale, con variazioni quasi impercettibili.
I rotoli del mar morto dimostrarono una volta di più che attraverso i secoli i libri del vecchio testamento non avevano subito alterazioni apprezzabili, e questo straordinario fatto è legato al metodo usato dagli scribi ebrei per copiare i vari libri.
Essi credevano che le Sacre Scritture erano la Legge di Dio, perciò era necessario applicare la massima diligenza durante il processo di scrittura per preservare la Sua Parola.
I rotoli per le sinagoghe dovevano essere scritti su pergamene speciali di animali puri. Ogni pergamena doveva contenere un determinato numero di colonne. Ogni colonna doveva avere fra 48 e 60 linee di testo della larghezza di 30 lettere. Perfino la spaziatura fra le consonanti, le sezioni e i vari libri era molto precisa. L’inchiostro doveva essere nero e preparato secondo una ricetta particolare. Lo scriba non poteva scostarsi in nessuna maniera dall’originale. Nessuna parola poteva essere scritta a memoria. Prima di iniziare a scrivere, lo scriba doveva lavarsi completamente e vestire l’abito giudaico. Doveva avere una cura molto particolare quando scriveva il nome di Dio; non poteva fermarsi nemmeno se un re si indirizzava a lui.
Questo eccezionale zelo, confermato nei fatti, ci assicura che il testo biblico è pervenuto fino a noi inalterato.


Le Profezie della Bibbia


Un elemento centrale che rende la Bibbia unica e mostra la sua provenienza soprannaturale sono le profezie in essa contenute. Infatti nella Bibbia troviamo circa 2500 profezie; ben 2000 di esse si sono già adempiute, e le rimanenti 500 riguardano il futuro.
Dio ha voluto dichiarare all’uomo le cose prima che accadessero in modo tale da permettergli di distinguere la voce di Dio da quella dei falsi.
Per mostrare questa straordinaria caratteristica della Bibbia vediamo alcuni esempi:
Intorno all’VIII secolo a.C. un re di Israele, Ezechia, mostrò agli ambasciatori babilonesi tutti i suoi tesori (2 Re 20:12-18), in quel periodo il profeta Isaia profetizzo che quei tesori sarebbero stati portati a Babilonia. Dopo 200 anni questa profezia si avverò (6° secolo a.C.).
Lo stesso profeta Isaia annunciò però la completa distruzione di Babilonia (Isaia 13:19-22), e questo in un periodo di grande splendore. Questa profezia era completamente incredibile, è come se oggi uno profetizzasse che la città di New York verrà distrutta e dimenticata. Ma questo è esattamente ciò che successe con Babilonia, e soltanto nel 19° secolo sono state riscoperte le sue rovine.
Capitolo a parte meritano le numerose profezie dedicate a Gesù; infatti l’Antico Testamento contiene 60 profezie principali (più moltissime altre) che riguardano Gesù. OGNI SINGOLA PROFEZIA RIGUARDO ALLA PRIMA VENUTA DI GESÙ SI È ADEMPIUTA ALLA LETTERA.
Come nessun’altra persona al mondo, la sua venuta, l’opera, e molti dettagli della sua vita, sono stati predetti molti secoli prima che Gesù venisse. Le profezie furono scritte nell’Antico Testamento dal 16° al 5° secolo a.C. e si realizzarono nel Nuovo Testamento, nel 1° secolo d.C.
Fra gli eventi principali ricordiamo qui solo qualche esempio:
Fu predetto dal profeta Michea (Michea 5:2) ad esempio il luogo esatto della sua nascita, nel Salmo 22:16 troviamo un eloquente riferimento al fatto che a Gesù furono forati mani e piedi, ma molte altre cose furono annunciate su Gesù secoli prima della sua nascita.


Conclusione


Abbiamo visto le particolarità legate alla Bibbia e la sua unicità, ed abbiamo portato le prove sulla sua affidabilità storica. Ciascuno di questi argomenti si potrebbe approfondire e molto altro materiale può essere reperito a sostegno di quanto detto; tuttavia resta da considerare la principale particolarità della Bibbia.
La Bibbia non presenta solo profezie adempiute o belle promesse, la Bibbia e la Parola stessa di Dio, e come tale ha una caratteristica che la rende UNICA, la Bibbia trasforma le persone e permette a chiunque avvicina a lei in modo aperto di conoscere Dio.
Si potrà discutere per secoli sul valore (o meno) della Bibbia, ma se vuoi sperimentare l’unicità della Bibbia basta leggerla e iniziare a sperimentare quanto di vero c’è in queste doti che le si attribuiscono.
Lasciamo al lettore la parola finale sull’argomento, infatti niente vale più di un’esperienza personale, se vuoi scoprire perché leggere la Bibbia, aprila e sarai tu stesso a dare una risposta a questa domanda.

Ma io sono davvero un peccatore?

Uno dei concetti più difficili da comprendere per chi si avvicina alla Bibbia e ai temi della salvezza è il concetto di peccato. Quando si pensa a un uomo peccatore magari nell’immaginario comune si pensa a un criminale, magari un delinquente che ha commesso efferatezze e che si è macchiato appunto di gravi peccati.

Quindi il termine peccatore è certamente adatto ai delinquenti, ma difficilmente il termine peccatore potrebbe essere associato ad un individuo normale, moralmente e socialmente inserito nella nostra moderna società. Generalmente a queste persone si dà l’appellativo di “brave persone” e certamente appioppare l’aggettivo peccatore a una “brava persona” è poco plausibile.

Bene sicuramente se rientri nella categoria delle “brave persone”, leggendo la Bibbia potresti domandarti “ma io sono davvero un peccatore?”.
Secondo quanto ci dice la Bibbia, e quindi secondo il punto di vista di Dio :
“tutti gli uomini hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Rom 3:23)
quindi secondo il punto di vista di Dio ogni uomo è peccatore, non solamente i criminali o coloro che hanno commesso eclatanti peccati ma ogni uomo.
Questa cosa ti sembra assurda?

Allora ragioniamo secondo i parametri che Dio ci ha lasciato come metro di giudizio e cerchiamo di rispondere alla nostra domanda
“Ma io sono davvero un peccatore?”


Il parametro per stabilire se un uomo sia o meno un peccatore è la legge di Dio, dunque semplificando un po’ i 10 comandamenti.
Dunque uno di questi comandamenti dice testualmente “NON RUBARE”
Adesso facciamoci questa domanda:
Ho rubato qualcosa in vita mia, anche una cosa piccola e insignificante, anche se tanti anni fa?
Molto probabilmente se rispondi sinceramente ammetterai che anche se per piccole e insignificanti cose la risposta sarà si!
Bene allora se hai risposto di si, cosa sei secondo i parametri della legge di Dio?
Un uomo che ruba (non importa quale sia l’entità del furto) è un ladro, quindi tu ed io secondo la legge di Dio siamo dei ladri.
Un altro di questi comandamenti dice “NON MENTIRE”

Allo stesso modo facciamoci questa domanda:
Ho mai mentito nella mia vita? Ho raccontato anche una sola piccola bugia, anche se l’ho fatto a fin di bene?
Ancora una volta se rispondi onestamente ammetterai che qualche piccola bugia l’hai detta. Bene la logica conclusione di questo ragionamento è ovviamente che chi dice una bugia è un bugiardo ed io e te secondo i parametri della legge di Dio siamo dei bugiardi.

Un altro comandamento espresso in forma davvero semplice da Gesù ci dice che “CHI GUARDA UNA RAGAZZA PER DESIDERARLA NEL SUO CUORE HA Già COMMESSO ADULTERIO”
Beh applicando questo comandamento anche alle donne che guardino gli uomini per desiderarli, dovremmo chiederci:
Ho mai guardato una ragazza/o desiderandola/a?
A questo punto la risposta mi sembra scontata, se con sincerità analizziamo questo aspetto della nostra vita dovremo ammettere che chi commette adulterio è un adultero e io e te, secondo i parametri della legge di Dio, siamo adulteri.
Dunque facendo il punto della situazione, dopo aver analizzato solo 3 dei 10 comandamenti ci siamo ritrovati a riconoscerci ladri,bugiardi ed adulteri; se continuassimo la lista scopriremmo che molti altri peccati sono imputabili alla nostra vita apparentemente da “brave persone”.
In conclusione “Sono un peccatore?”
“Si, la legge di Dio non lascia alcuno dubbio, agli occhi di Dio il giusto giudice io e te siamo peccatori e privi della gloria di Dio”


In questa situazione disperata per l’uomo si incastra il meraviglioso piano di salvezza di Dio, l’uomo essendo trasgressore della legge è un peccatore e la pena per il peccato è la morte.
Il Signore tuttavia ha portato a termine un piano di salvezza, facendo pagare il prezzo per il tuo ed il mio peccato a Suo Figlio, Gesù Cristo!!

Come Evangelizzava Gesù?

Durante il periodo della sua vita terrena Gesù si trovo davanti ad una grande varietà di persone, e tuttavia riuscì a trovare un punto di aggancio per poter parlare con ciascuno di loro, presentando sempre lo stesso messaggio, ma adattandolo al tipo di persona che lo ascoltava.
Allora come oggi quando si cerca di comunicare agli altri il messaggio della salvezza è necessario tenere presenti questi principi che Gesù applicò e insegnò ai suoi discepoli.
Iniziamo dunque il nostro viaggio attraverso 7 diverse tipologie di persone, per capire come Gesù parlava al cuore di ciascuno di loro.


Scettici ed increduli:
Questa prima tipologia di persone include tutti coloro che non credono e che mettono in dubbio qualunque affermazione fatta circa Gesù e la salvezza. Spesso queste persone non credono nemmeno all’autorità della bibbia e dunque molto difficile parlare al cuore di queste persone.
Gesù usò perciò con queste persone un metodo pratico come leggiamo in Giovanni 10:37-38

Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre».

Dunque Gesù non portò loro nessun discorso teologico, ma invitò queste persone a guardare al suo operato, contrappose al loro dubbio la certezza di fatti evidenti.
Dunque nel parlare a persone scettiche o incredule possiamo offrire loro una possibilità di dialogo dimostrando con un’esperienza reale di vita che Cristo è una realtà.
Dunque la chiave per parlare a questi cuori è la testimonianza personale.


Brave Persone:
A questa categoria appartengono tutte quelle persone che conducono una vita normale, che sono socialmente e moralmente sane. Questa rappresenta probabilmente la categoria più vasta di persone; queste persone proprio in virtù della loro rispettabilità sociale e morale pensano che questo basti per portarli in cielo e in modo più o meno consapevole rifiutano la salvezza di Cristo.
In Marco 10:17-22 troviamo Gesù a parlare con una di queste brave persone:

Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». Ed egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni.

Come si può notare Gesù considera positivamente il grado di moralità degli uomini, il Signore non disprezza le persone oneste, anzi Gesù guardatelo l’amo.
Tuttavia a prescindere da quanto bene questo uomo facesse, il rispetto della legge e dei comandamenti non gli poteva concedere la salvezza, e questo fu il punto che Gesù tocco parlando con questo giovane. L’unica cosa che conduce al cielo è Gesù, bisogna dare il cuore a Lui va … poi vieni e seguitami.
Dunque la chiave per parlare a questi cuori è far comprendere loro che il Signore apprezza il loro comportamento e la loro vita ma che per la salvezza è necessario un passo in avanti, dare il proprio cuore a Cristo.

Religiosi Sinceri:
Questa categoria di persone è molto simile a quella precedente; molti uomini e donne credono in modo sincero e vero, proprio come al tempo di Gesù c’erano persone che credevano in Dio in modo sincero ma che malgrado la loro buona fede avevano frainteso alcune verità insegnate da Dio.
Gesù incontrò uno di questi religiosi sinceri e il loro dialogo è riportato in Marco 12:28,32-34

Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?»… Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all’infuori di lui non ce n’è alcun altro; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come sé stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici».Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo.

Quando questo uomo interrogò Gesù, Lui non cerco discussioni inutili sui punti controversi, ma cerco i punti d’incontro.
Gesù non provocò un dibattito sulle differenze ma spostò l’obiettivo della discussione su un punto ben saldo e importante, adorare Dio con tutto se stesso e amare il prossimo.
Dunque la chiave per raggiungere il cuore di persone religiose ma sincere non è discutere delle differenze, ma spostare il dialogo sui punti importanti della questione spostare il dibattito non su statue santi etc ma su Gesù Cristo e sulla necessità di leggere la sua parola e conoscerlo.


Peccatori Sofferenti:
In questa classe ricadono tutte quelle persone che a causa di sbagli ed errori nella loro vita vivono adesso una situazione difficile piena di sofferenza e spesso anche di rimorso per gli errori commessi.
Troviamo un incontro del genere nel vangelo di luca 7:37,38,48

Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio….Poi Gesù disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati».

Il Signore è un Dio al quale piace perdonare dice la sua parola, infatti a queste persone Gesù accorda il suo perdono e permette che queste vite sofferenti possano ricominciare una nuova vita.
Dunque la chiave per parlare alle persone sofferenti è presentare loro un Gesù Cristo capace di perdonare le loro colpe e di dare un futuro di pace e gioia alla loro vita sofferente.


Peccatori con Riserve:
In questa categoria rientrano tutte quelle persone che hanno delle riserve sull’abbandonare il peccato, comprendono magari che la loro condizione è sbagliata per i canoni di Dio ma non giudicano tanto grave permettersi qualche trasgressione davanti a Dio.
Troviamo un gruppo di persone simili in Giovanni 8:31-36

Gesù allora prese a dire a quei Giudei che avevano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. Essi gli risposero: noi siamo progenie d’Abramo, e non siamo mai stati schiavi di alcuno; come puoi tu dire: Voi diverrete liberi? Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Gesù parlo con molta franchezza a queste persone che in qualche modo avevano creduto in lui, ma che non compresero l’importanza di praticare fino in fondo ciò in cui avevano creduto.
La chiave per parlare a queste persone è far comprendere a queste persone che la vera libertà e gioia nella vita consiste nel non essere dominati o condizionati da alcuna schiavitù di peccato.
Qualunque condizione diversa dall’essere con Cristo è in realtà una condizione di schiavitù, perché qualunque peccato permetti nella tua vita sei schiavo di quel peccato, grande o piccolo che sia.


Vite distrutte:
In questa categoria di persone rientrano tutte quelle vite cariche di sofferenza, che vivono giornalmente una condizione di dolore estremo, legato ad una perdita di qualche persona cara o che comunque vivono una vita senza ormai alcuna speranza e alcuna fonte di gioia.
Parlare a queste persone è particolarmente difficile perché spesso danno la colpa della loro condizione proprio al Signore.
Gesù fece un incontro con una donna la cui vita era distrutta in Luca 7:11-15

Poco dopo egli si avviò verso una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: “Non piangere!” E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: “Ragazzo, dico a te, àlzati!” Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesú lo restituí a sua madre.

La prima cosa importante è comprendere che il Signore ebbe compassione di lei, Gesù non era un santone lontano e distaccato dai problemi della gente, ma comprese la profonda sofferenza di quella donna e la sua prima parola fu “non piangere”.
La chiave per parlare a questi cuori sofferenti è portare loro una parola di speranza, Gesù è interessato alla sofferenza di questi cuori, prova compassione per te e ti dice “non piangere”, proprio lui può comprendere la tua sofferenza e da uomo di dolori può confortare il tuo cuore e può darti pace.


Persone Sole:
Questa categoria di persone è molto frequente nella nostra società, uomini e donne che vivono accanto a tanta gente, ma che sono soli, che non hanno nessuno col quale parlare, condividere le proprie sofferenze o le proprie ansie. Tanta gente nelle nostre città vive sola in mezzo a migliaia di persone.
Gesù incontrò un uomo in questa condizione in Giovanni 5:2-9

Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici , i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito.Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesú, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava cosí, gli disse: “Vuoi guarire?” L’infermo gli rispose: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me”. Gesú gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina”. In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

Gesù va incontro ai cuori soli che hanno bisogno di lui, perciò la parola da portare a queste persone deve evidenziare che il Signore è colui che vuole occuparsi per primo della solitudine di queste persone, proprio lui vuole diventare il tuo migliore amico e proprio lui è interessato ad ascoltarti a sentire quello che hai da dire, e proprio lui e quello che vuole rompere la tua solitudine


In Conclusione:
Forse molto persone rientrano in più di un gruppo, ma questo non deve impedirci di portare ad ognuno il messaggio di Cristo, perciò se hai realizzato nella tua vita la certezza che Gesù è il tuo salvatore non aspettare ancora, porta quello stesso messaggio a chi ti sta accanto.