Durante il periodo della sua vita terrena Gesù si trovo davanti ad una grande varietà di persone, e tuttavia riuscì a trovare un punto di aggancio per poter parlare con ciascuno di loro, presentando sempre lo stesso messaggio, ma adattandolo al tipo di persona che lo ascoltava.
Allora come oggi quando si cerca di comunicare agli altri il messaggio della salvezza è necessario tenere presenti questi principi che Gesù applicò e insegnò ai suoi discepoli.
Iniziamo dunque il nostro viaggio attraverso 7 diverse tipologie di persone, per capire come Gesù parlava al cuore di ciascuno di loro.


Scettici ed increduli:
Questa prima tipologia di persone include tutti coloro che non credono e che mettono in dubbio qualunque affermazione fatta circa Gesù e la salvezza. Spesso queste persone non credono nemmeno all’autorità della bibbia e dunque molto difficile parlare al cuore di queste persone.
Gesù usò perciò con queste persone un metodo pratico come leggiamo in Giovanni 10:37-38

Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre».

Dunque Gesù non portò loro nessun discorso teologico, ma invitò queste persone a guardare al suo operato, contrappose al loro dubbio la certezza di fatti evidenti.
Dunque nel parlare a persone scettiche o incredule possiamo offrire loro una possibilità di dialogo dimostrando con un’esperienza reale di vita che Cristo è una realtà.
Dunque la chiave per parlare a questi cuori è la testimonianza personale.


Brave Persone:
A questa categoria appartengono tutte quelle persone che conducono una vita normale, che sono socialmente e moralmente sane. Questa rappresenta probabilmente la categoria più vasta di persone; queste persone proprio in virtù della loro rispettabilità sociale e morale pensano che questo basti per portarli in cielo e in modo più o meno consapevole rifiutano la salvezza di Cristo.
In Marco 10:17-22 troviamo Gesù a parlare con una di queste brave persone:

Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». Ed egli rispose: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia gioventù». Gesù, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca! Va’, vendi tutto ciò che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». Ma egli, rattristato da quella parola, se ne andò dolente, perché aveva molti beni.

Come si può notare Gesù considera positivamente il grado di moralità degli uomini, il Signore non disprezza le persone oneste, anzi Gesù guardatelo l’amo.
Tuttavia a prescindere da quanto bene questo uomo facesse, il rispetto della legge e dei comandamenti non gli poteva concedere la salvezza, e questo fu il punto che Gesù tocco parlando con questo giovane. L’unica cosa che conduce al cielo è Gesù, bisogna dare il cuore a Lui va … poi vieni e seguitami.
Dunque la chiave per parlare a questi cuori è far comprendere loro che il Signore apprezza il loro comportamento e la loro vita ma che per la salvezza è necessario un passo in avanti, dare il proprio cuore a Cristo.

Religiosi Sinceri:
Questa categoria di persone è molto simile a quella precedente; molti uomini e donne credono in modo sincero e vero, proprio come al tempo di Gesù c’erano persone che credevano in Dio in modo sincero ma che malgrado la loro buona fede avevano frainteso alcune verità insegnate da Dio.
Gesù incontrò uno di questi religiosi sinceri e il loro dialogo è riportato in Marco 12:28,32-34

Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?»… Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all’infuori di lui non ce n’è alcun altro; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come sé stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici».Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo.

Quando questo uomo interrogò Gesù, Lui non cerco discussioni inutili sui punti controversi, ma cerco i punti d’incontro.
Gesù non provocò un dibattito sulle differenze ma spostò l’obiettivo della discussione su un punto ben saldo e importante, adorare Dio con tutto se stesso e amare il prossimo.
Dunque la chiave per raggiungere il cuore di persone religiose ma sincere non è discutere delle differenze, ma spostare il dialogo sui punti importanti della questione spostare il dibattito non su statue santi etc ma su Gesù Cristo e sulla necessità di leggere la sua parola e conoscerlo.


Peccatori Sofferenti:
In questa classe ricadono tutte quelle persone che a causa di sbagli ed errori nella loro vita vivono adesso una situazione difficile piena di sofferenza e spesso anche di rimorso per gli errori commessi.
Troviamo un incontro del genere nel vangelo di luca 7:37,38,48

Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio….Poi Gesù disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati».

Il Signore è un Dio al quale piace perdonare dice la sua parola, infatti a queste persone Gesù accorda il suo perdono e permette che queste vite sofferenti possano ricominciare una nuova vita.
Dunque la chiave per parlare alle persone sofferenti è presentare loro un Gesù Cristo capace di perdonare le loro colpe e di dare un futuro di pace e gioia alla loro vita sofferente.


Peccatori con Riserve:
In questa categoria rientrano tutte quelle persone che hanno delle riserve sull’abbandonare il peccato, comprendono magari che la loro condizione è sbagliata per i canoni di Dio ma non giudicano tanto grave permettersi qualche trasgressione davanti a Dio.
Troviamo un gruppo di persone simili in Giovanni 8:31-36

Gesù allora prese a dire a quei Giudei che avevano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. Essi gli risposero: noi siamo progenie d’Abramo, e non siamo mai stati schiavi di alcuno; come puoi tu dire: Voi diverrete liberi? Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Gesù parlo con molta franchezza a queste persone che in qualche modo avevano creduto in lui, ma che non compresero l’importanza di praticare fino in fondo ciò in cui avevano creduto.
La chiave per parlare a queste persone è far comprendere a queste persone che la vera libertà e gioia nella vita consiste nel non essere dominati o condizionati da alcuna schiavitù di peccato.
Qualunque condizione diversa dall’essere con Cristo è in realtà una condizione di schiavitù, perché qualunque peccato permetti nella tua vita sei schiavo di quel peccato, grande o piccolo che sia.


Vite distrutte:
In questa categoria di persone rientrano tutte quelle vite cariche di sofferenza, che vivono giornalmente una condizione di dolore estremo, legato ad una perdita di qualche persona cara o che comunque vivono una vita senza ormai alcuna speranza e alcuna fonte di gioia.
Parlare a queste persone è particolarmente difficile perché spesso danno la colpa della loro condizione proprio al Signore.
Gesù fece un incontro con una donna la cui vita era distrutta in Luca 7:11-15

Poco dopo egli si avviò verso una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: “Non piangere!” E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: “Ragazzo, dico a te, àlzati!” Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesú lo restituí a sua madre.

La prima cosa importante è comprendere che il Signore ebbe compassione di lei, Gesù non era un santone lontano e distaccato dai problemi della gente, ma comprese la profonda sofferenza di quella donna e la sua prima parola fu “non piangere”.
La chiave per parlare a questi cuori sofferenti è portare loro una parola di speranza, Gesù è interessato alla sofferenza di questi cuori, prova compassione per te e ti dice “non piangere”, proprio lui può comprendere la tua sofferenza e da uomo di dolori può confortare il tuo cuore e può darti pace.


Persone Sole:
Questa categoria di persone è molto frequente nella nostra società, uomini e donne che vivono accanto a tanta gente, ma che sono soli, che non hanno nessuno col quale parlare, condividere le proprie sofferenze o le proprie ansie. Tanta gente nelle nostre città vive sola in mezzo a migliaia di persone.
Gesù incontrò un uomo in questa condizione in Giovanni 5:2-9

Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici , i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva l’acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l’acqua era stata agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito.Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesú, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava cosí, gli disse: “Vuoi guarire?” L’infermo gli rispose: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me”. Gesú gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina”. In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.

Gesù va incontro ai cuori soli che hanno bisogno di lui, perciò la parola da portare a queste persone deve evidenziare che il Signore è colui che vuole occuparsi per primo della solitudine di queste persone, proprio lui vuole diventare il tuo migliore amico e proprio lui è interessato ad ascoltarti a sentire quello che hai da dire, e proprio lui e quello che vuole rompere la tua solitudine


In Conclusione:
Forse molto persone rientrano in più di un gruppo, ma questo non deve impedirci di portare ad ognuno il messaggio di Cristo, perciò se hai realizzato nella tua vita la certezza che Gesù è il tuo salvatore non aspettare ancora, porta quello stesso messaggio a chi ti sta accanto.